Truck Driver Blues
Dicembre 12, 2007
La storia si ripete, un altro sciopero. Come i tassisti qualche mese fa o gli addetti delle ATM pochi anni addietro, i camionisti incrociano le braccia. Tutte e tre le categorie hanno qualcosa in comune: fanno un lavoro che non ha bisogno di alcuna conoscenza e sopravvivono alla concorrenza di lavoratori stranieri e compagnie europee solamente con la protezione del governo. La seconda cosa che accomuna i tre scioperi sembra essere l’urgenza con cui il governo e’ pronto a cedere.
Il lavoro da camionista e’, a causa delle sue caratteristiche di mercato, un’occupazione che nel lungo periodo ha margini di profitto bassissimi.
Per fare il camionista serve poco: avere una patente, noleggiare un camion ed un telefono per contattare un broker che ti dia un lavoro. Se qualche camionista in passato riusciva a guadagnare parecchi soldi, i profitti hanno spinto tanti disoccupati e immigrati ad entrare nel settore. E’ un lavoro troppo competitivo per pretendere chissa’ profitti a vita.
Infatti Ferrero da’ la colpa al “liberismo selvaggio”. Cosa puoi pretendere quando si hanno incapaci al governo?
Sono andato a spulciare le ragioni che Confartigianato da’ al suo sciopero, e per la maggior parte sono richieste piu’ confuse di un comizio di Forza Italia. Tuttavia, se devo essere sincero, sono d’accordo con un paio di domande mosse al governo. I pedaggi autostradali e le accise sul gasolio dovrebbero essere rimborsate ai camionisti (detraendole dalle tasse).
Un po’ perche’ ricompenserebbero chi non lavora in nero e poi perche’ e’ una norma praticata in tutta l’Europa. Tuttavia le accompagnerei ad un’altra legge altrettanto comune nel nostro continente: chi va troppo piano sulle autostrade deve essere arrestato (ed il mezzo confiscato).
Il problema di dare ulteriori protezioni, fondi e benefici al settore dei trasporti e’ evidente. Tutti abbiamo visto le statistiche sul carovita. I prezzi sono solo destinati a salire se il governo cede ai camionisti.
Da un lato l’eliminazione dei camionisti dell’est (tramite possibili quote, nuove patenti, regole discriminatorie o altre forme becere di protezionismo) alzera’ il prezzo del trasporto su gomme, dall’altro il denaro per le detrazioni fiscali verra’ versato dal governo e quindi tutti noi.
Quello che dobbiamo aspettarci insomma, finito lo sciopero, e’ il dover pagare piu’ tasse per permettere ai camionisti di colludere sul rialzo del costo del trasporto (che pagheremo nuovamente noi con prezzi al consumo piu’ alti).
A parte arrestare i camionisti che bloccano le strade dunque, il governo potrebbe noleggiare/prestare la maggior parte dei tir che detiene nei depositi alle ditte che non hanno aderito allo sciopero per ripristinare almeno il trasporto della benzina e dei medicinali (al massimo potrebbe usare mezzi militari per il trasporto essenziale). Con le strade sgombre la concorrenza straniera riempira’ la maggior parte degli ordini da se’ e massimo una settimana ci chiederemo cos’e’ stato tutto quel clamore.
Bastera’ aspettare che il governo dimostri di avere una minima spina dorsale… (non trattenete il fiato).